Archive for Αύγουστος 2007

Le mie Rose


"Non chiedere alla rosa
perche’ e’ sbocciata nel tuo giardino."

Proverbio Siamese 

Al giardino del mio Amore,
Si son fiorite le Rose…
innafiate con cura nel tempo,
dalle lacrime dei miei occhi
 e la luce del tuo Sorriso.

Al giardino del mio Cuore
l’usignolo canta felice…
l’inno per un dolce Amore,
  nato da un sogno d’autunno,
 e vive ancora in me.

Lunapiena

   

Coglierò per te
l’ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l’hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
………..
Attilio Bertolucci

 

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ΑΘΗΝΑ – ATENE

Αθήνα

Πήρε ο Θεός γαλάζιο φως
γιούλια πανσέδες κρίνα
κι ένα ανοιξιάτικο πρωί
έφτιαξε την Αθήνα

Αθήνα κόρη τ’ ουρανού
η γη σε καμαρώνει
κι ο ήλιος το χρυσάφι του
στα πόδια σου απλώνει.

Η δόξα σε στεφάνωσε
η ομορφιά σε ντύνει
και τ’ όνομα σου Αθήνα μου
τραγούδι έχει γίνει

Νεράϊδες σε στολίζουνε
πουλιά σε τραγουδούνε
και τ’ άστρα όλες τις βραδυές
μαζί σου ξενυχτούνε

Αθήνα κόρη τ’ ουρανού
η γη σε καμαρώνει
κι ο ήλιος το χρυσάφι του
στα πόδια σου απλώνει.

Ανδρέας Χατζηαποστόλου
 
ATENE

Luce azzurra ha usato Dio
viole, fiordiliso, giglio
e nell’alba di primavera
ha costruito Atene.

Atene, figlia del cielo
orgoliosa è la terra
e il sole ai tuoi piedi
ha posato tutto il suo tesoro.

La gloria ti ha incoronata
la bellezza ti ha vestita
e il tuo nome, Atene mia
è diventato canzone.

Le fate ti portano gioieli
gli uccelli cantano per te
e tutte le sere le stelle
vegliano per te.

Atene, figlia del cielo
orgoliosa è di te, la terra
e il sole ai tuoi piedi
ha posato tutto il suo tesoro.

trad. Lunapiena


                                                       
Μια πόλη μαγική
ζούμε μαζί
οι δυό αγαπημένοι
μια πόλη σαν κι αυτή
πεθαίνει, ζει
κι αλλάζει μαγεμένη

Σαν πέσει η σκοτεινιά
η αναπνοή μου ας σμίξει
με τ’ αγέρι
τότες η πόλη θα φανεί
μονάχη ερημική
σαν τ’ ακριβό μου αστέρι

Μάνος Χατζιδάκις  click

Una Magica città
viviamo insieme
io e te, innamorati..
Una citta come questa
muore e rivive
ed incantata cambia.
                                              
Quando viene la sera
il mio respiro si incontra
con il vento
ed è allora che la città
sembra sola e deserta,
come la mia stella più cara.

Manos Chanjidakis
trad. Lunapiena



 Αθήνα

Μ’ άσπρα πουλιά και σύννεφα
τον ουρανό θα ντήσω
και τ’ όνομα σου αθάνατο
στην πέτρα θα κεντίσω

Στο περιβόλι του Μαγιού
θα μπω για να διαλέξω
δάφνη μυρτιά κι αμάραντο
στεφάνι να σου πλέξω

Αθήνα Αθήνα
χαρά της γης και της αυγής
μικρό γαλάζιο κρίνο

Κάποια βραδυά στην αμουδιά
κοχύλι σου θα μείνω
χαρά της γης και της αυγής
μικρό γαλάζιο κρίνο

                                                                             

Μάνος Χατζιδάκις

                                                                             
Αθήνα-Atene

Dipingerò il tuo cielo
con bianchi ucceli e nuvole
e sulla pietra scriverò
il tuo nome eterno.

Nel giardino del Maggio
enterò per scegliere
dafne, alloro e amaranto
per farti una corona.

Atene, Αθήνα
gioia dell’alba e della terra
piccolo giglio azzurro.

e una sera, una conchiglia
resterò per sempre nella tua sabbia.
Gioia dell’alba e della terra
piccolo giglio azzurro.

Manos Hanjidakis
trad. Lunapiena


Αθήνα

Αθήνα μου πως να στο πώ
σαν μάνα μου σε αγαπώ
και πιό πολύ ακόμα

Κι απ’ τη ζωή σαν κουραστώ
θα ‘θελ’ Αθήνα να θαφτώ
μες στο δικό σου χώμα

Τα βράδυα σου τα τρυφερά
όταν τα δίχτυα τ’ αργυρά
του φεγγαριού με πιάνουν
και τα μαβιά τα δειλινά
π’ αλλού δεν τα ‘δα πουθενά
ποτέ να μην πεθάνουν.

Αθήνα και πάλι Αθήνα
κι απόψε τα χείλη μου άς πούν
Αθήνα και πάλι Αθήνα
και γέροι και νιοί
και παιδιά σ’ αγαπούν

Με ήλιο η και με μπόρα
μ’ αρέσεις Αθήνα γιατί
όλη η γαλάζια μας χώρα
στα χέρια σου Αθήνα μου
έχει χτιστεί.

Μιχάλη Σουγιούλ


 Αθήνα – Atene

Come te lo posso dire..
come amo la mia madre
ed ancora molto di più
ti amo, Αθήνα mia.

e quando mi stancherò dalla vita
desidero che nella tua terra
mi riposerò.

Non vorrei che finiscono mai
le tue dolce serate
quando l’argento della rete
della luna mi prendono
e quel viola del crepuscolo
che non ho visto a nessun posto mai.

Αθήνα ed ancora Atene
ancora le mie labbra cantano
Αθήνα ed ancora Atene
vecchi, giovani e ragazzi
tutti ti adoranano
con il sole o con tempeste
mi piaci Atene perchè
tutto l’azzuro.. della mia terra
si è costruito nel tuo abbraccio,
Atene mia.

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Michàlis Sougioùl
trad. Lunapiena

                                              

Ricordando… Federico Garcia Lorca

Federico Garcia Lorca

Il poeta spagnolo per eccellenza, conosciuto in tutto il mondo nasce il 5 Giugno 1898 a Fuente Vaqueros non lontano da Granada da una famiglia di proprietari terrieri. I libri ce lo descrivono come un bambino allegro, ma timido e pauroso, dotato di una straordinaria memoria e di una passione evidente per la musica e per le rappresentazioni teatrali; un ragazzo che non andava troppo bene a scuola ma che era capace di coinvolgere nei suoi giochi un’infinità di persone.

I suoi studi regolari sono segnati fra l’altro da numerosi problemi legati ad una grave malattia. Tempo dopo (nel 1915), riesce a iscriversi all’università ma, cosa più importante, conosce il giurista Fernando De Los Rios che gli rimarrà amico durante tutta la vita. Altri contatti importanti in quel periodo furono quelli con il grandissimo musicista Manuel De Falla e con l’altrettanto grande poeta Antonio Machado.
All’inizio degli anni ’20 è invece a Madrid dove si forma grazie ai contatti con artisti della fama di Dalì, Buñuel ed in particolare Jimenez. Contemporaneamente si dedica alla scrittura di lavori teatrali i cui esordi furono accolti con una certa freddezza.

Dopo la laurea la sua vita si riempie di nuovi lavori, conferenze e nuove amicizie: i nomi sono sempre di alto livello e vanno da Pablo Neruda a Ignacio Sánchez Mejías. Ma viaggia anche molto, soprattutto tra Cuba e gli stati Uniti, dove ha modo di saggiare in presa diretta i contrasti e i paradossi tipici di di ogni societá evoluta. Attraverso queste esperienze si forma in modo più preciso l’impegno sociale del poeta, ad esempio con la creazione di gruppi teatrali autonomi la cui attivitá è finalizzata allo sviluppo culturale della Spagna.

L’anno 1934 è segnato da altri viaggi e dal consolidamento delle numerose e importanti amicizie, sino alla morte del grande torero Ignacio Sánchez Mejías, avvenut in quello stesso anno (ucciso proprio da un toro infuriato durante una corrida), che lo costringe ad un soggiorno forzato in Spagna.

Nel 1936, poco prima dello scoppio della guerra civile, il poeta in quell’anno redige e firma, assieme a Rafael Alberti(altro esimio poeta) ed altri 300 intellettuali spagnoli, un manifesto d’appoggio al Frente Popular, che appare sul giornale comunista Mundo Obrero il 15 febbraio, un giorno prima delle elezioni vinte per un soffio dalla sinistra.

Il 17 luglio 1936 scoppia l’insurrezione militare contro il governo della Repubblica: inizia la guerra civile spagnola. Il 19 agosto Federico García Lorca, che si era nascosto a Granada presso alcuni amici, viene trovato, rapito e portato a Viznar, dove, a pochi passi da una fontana conosciuta come la Fontana delle Lacrime, viene brutalmente assassinato senza alcun processo. 

Sulla sua morte Pablo Neruda così scrive:
"L’assassinio di Federico fu per me l’avvenimento più doloroso di un lungo combattimento. La Spagna è sempre stata un campo di gladiatori; una terra con molto sangue. L’arena, con il suo sacrificio e la sua crudele eleganza, ripete l’antica lotta mortale fra l’ombra e la luce". 


Alcune delle sue Poesie

Io pronuncio il tuo nome

Io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte.

Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona
piu’ lontano che mai.
Piu’ lontano di tutte le stelle
e piu’ dolente della mite pioggia.

Ti amero’ come allora qualche volta?
Che colpa ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sara’ tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!!


LA CHITARRA

    Incomincia il pianto della chitarra.
   Si rompono le
coppe dell’alba.
   Incomincia il pianto della chitarra.
   E’ inutile farla tacere.
   Piange monotona
   come piange l’acqua,
   come piange il vento sulla neve.
   E’ impossibile farla tacere.
   Piange per le cose lontane.
   Arena del caldo meridione
   che chiede camelie bianche.
   Piange freccia senza bersaglio
   la sera senza domani
   e il primo uccello morto sul ramo.
   Oh, chitarra, cuore trafitto
   da cinque spade! 


IL SILENZIO

    Ascolta, figlio mio, il silenzio.
   E’ un silenzio ondulato,
   un silenzio,
   dove scivolano valli de echi
   e che piega le fronti al suolo.

Federico Garcia Lorca


 

L’Amico

“ Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla.
Comprano dai mercati le cose già fatte.
Ma siccome non esistono mercati di amici,
gli uomini non hanno più amici.
Se tu vuoi un amico addomesticami”

A. de Saint-Exupèry….
dal "Piccolo Principe"  

Αγκαλιά προς τα αριστεράΚόκκινο τριαντάφυλλοΑγκαλιά προς τα δεξιά

L’ AMICO e’…
quella stella che segue il tuo cammino,
nel buio della lunga Notte d’inverno,
il sorriso del tramonto che regala speranza,
un caldo sguardo nella tua strada solitaria,
un abbraccio sempre aperto al tuo dolore,
quella carezza tenera sulle tue ferite,
quella mano che ferma ogni tua caduta,
come il severo maestro della ragione,
è un porto che accoglie ogni tua fermata,
ma anche il Faro costante ed accesso,
che ti prottege dalle rocce nascoste nel buio.
E’ come l’ombra che non ti lascia solo mai,
in silenzio prottege le tue virtù..
La tua gioia li regala sorrisi di felicità,
e le tue lacrime riveste con compassione,
è il tuo angelo sempre presente,
per provedere i tuoi errori….
L’Amico e’…
la tua scelta migliore della Vita.

Lunapiena

«Ascoltami»

Έτσι μιλώ γιά σένα καί γιά μένα
Επειδή σ’αγαπώ καί στήν αγάπη ξέρω
νά μπαίνω σάν Πανσέληνος από παντού,
γιά τό μικρό τό πόδι σου μές στ’αχανή σεντόνια.
Nά μαδάω γιασεμιά κι έχω τή δύναμη
αποκοιμισμένη,
νά φυσώ νά σέ πηγαίνω
μές από φεγγαρά περάσματα
καί κρυφές τής θάλασσας στοές
Είναι νωρίς ακόμη μές στόν κόσμο αυτόν,
"μ’ακούς"

Ο. Ελύτης
Κόκκινο τριαντάφυλλοΚόκκινη καρδιάΚόκκινο τριαντάφυλλο

Cosi parlo per Te e per Me..
è perchè Ti amo che ho saputo
arrivare all’Amore da ovunque
come la Lunapiena,
cercando il tuo piedino
nell’immensità delle lensuola,
per spelare gli gelsomini,
si addormenta la mia forza,
per portarti con il mio respiro
sui passaggi della Luna
e tra le nascoste gallerie del mare.
E’ ancora presto in questo mondo,
"ascoltami"

O. Elytis
(trad. Lunapiena)

O. Elytis

" Όποιος μπορεί και φροντίζει την ερημιά
έχει ακόμη ανθρώπους μέσα του"

"Chi è capace di aver premura del deserto,
ha ancora dentro di se l’uomo"

Νησί με φοινικόδεντροΝησί με φοινικόδεντροΝησί με φοινικόδεντρο

Δίνε τον χρόνο σου δωρεάν
αν θέλεις να σου μείνει λίγη αξιοπρέπεια…
και πάνω απ’ολα
στην κακή μοιρασιά
πάντα ο Θεός ζημιώνεται".

"Regala il tuo τempo gratis
se vuoi che ti rimane un po di dignità….
e pensa che nell’ingiusta spartizione
da sempre si nuoce anche Dio."

O. Elytis
Trad. Lunapiena 

Το ΑΞΙΟΝ ΕΣΤΙ

Το ΄Αξιον εστί

Tης αγάπης αίματα με πορφύρωσαν
Kαι χαρές ανείδωτες
με σκιάσανε
Oξειδώθηκα μες στη
νοτιά
των ανθρώπων
Mακρινή Mητέρα
Pόδο μου Aμάραντο

Στ’ ανοιχτά του πέλαγου
με καρτέρεσαν
Mε μπομπάρδες τρικάταρτες
και μου ρίξανε
Aμαρτία μου νά ’χα

κι εγώ
μιαν αγάπη
Mακρινή Mητέρα
Pόδο μου Aμάραντο

Tον Iούλιο κάποτε μισανοίξανε
Tα μεγάλα μάτια της
μες στα σπλάχνα μου
Tην παρθένα ζωή μια
στιγμή
να φωτίσουν
Mακρινή Mητέρα
Pόδο μου Aμάραντο

Kι από τότε γύρισαν καταπάνω μου
Tων αιώνων όργητες
ξεφωνίζοντας
“Oπου σ’ είδε, στο αίμα
να ζει
και στην πέτρα”
Mακρινή Mητέρα

Pόδο μου Aμάραντο

Tης πατρίδας μου πάλι ομοιώθηκα
Mες στις πέτρες άνθισα
και μεγάλωσα
Των φονιάδων το αίμα
με φως ξεπληρώνω
Mακρινή Mητέρα
Pόδο μου Aμάραντο

Ο. Ελύτης
από Tο Άξιον Eστί, Ίκαρος 1959